E' ancora presto per realizzare un'exit strategy dalla crisi, riducendo aiuti e liquidita', ma "quando sara' il momento, le strategie di uscite dalla crisi dovranno essere coordinate". La valutazione e' stata espressa dal governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nel corso di una conferenza stampa tenuta a Basilea in qualita' di presidente del Financial stability board, nel corso della quale ha anche invitato politici e autorita' a proseguire senza indugi lungo la strada della costruzione di una migliore regolamentazione dei mercati finanziari internazionali. "Non e' ancora il momento di fermarsi", ha detto il numero uno di Palazzo Koch. Secondo Draghi, il tempo di realizzare un'exit strategy sara' giunto quando saranno soddisfatte due condizioni: una ripresa sostenuta e un sistema bancario di nuovo in salute.
Per ora non e' cosi': i mercati mostrano ancora una certa fragilita', la ristrutturazione degli attivi bancari "non e' completata" e i canali di credito devono essere ulteriormente rafforzati. Anche se "molto e' stato fatto" per rassicurare i mercati che non ci sara' un altro crack come quello di Lehman Brothers. Entro il 2009, ha annunciato il presidente dell'Fsb, il comitato di Basilea presentera' una sua proposta integrata per rafforzare la capitalizzazione e la liquidita' degli istituti di credito. Il governatore ha fortemente insistito sulla necessita' di non procedere in ordine sparso. "Obiettivo primario", ha osservato, e' raggiungere una convergenza tra le regole contabili esistenti in Usa, Unione europea e Giappone. Ma altrettanto cruciale sara' una "rilevante" regolamentazione delle agenzie di rating e che sugli hedge funds le diverse giurisdizioni non intervengano "ciascuna per proprio conto". Con una precisazione: "La nuova regolamentazione non deve trasformarsi in un motivo per la rinazionalizzazione del mercato dei capitali".
Nel comunicato diffuso al termine della sua prima riunione dopo l'allargamento dell'Fsf, l'Fsb afferma di aver "notato segnali di miglioramento nel panorama macroeconomico e in alcuni mercati finanziari, in particolare quelli della raccolta". Tuttavia, rileva l'organismo, "il processo di ristrutturazione e di rafforzamento degli attivi bancari non e' ancora completato". Per questo e' "importante che le autorita' proseguano nelle loro politiche tese a risolvere i problemi dei sistemi finanziari e a rafforzare la resistenza sistemica, affinche' i recenti segni positivi possano tradursi in una crescita sostenibile". L'Fsb prende anche atto dell'avanzamento fatto dalle autorita' nel realizzare le raccomandazioni espresse nei mesi scorsi sul rafforzamento degli standard contabili internazionali, sullo sviluppo di un approccio macroprudenziale alla supervisione e alla regolamentazione finanziaria, sulla revisione del campo d'azione della regolamentazione che dovrebbe includere anche hedge funds e agenzie di rating, sul rafforzamento dell'aderenza agli standard di supervisione e regolamentazione internazionali, sui collegi di sorveglianza, sulla gestione delle crisi cross-border e sulle pratiche di compensazione. Un nuovo rapporto sara' consegnato dall'Fsb in occasione del vertice finanziario del G20 in programma a novembre, ma un documento intermedio sullo stato dei lavori sara' gia' pronto per la riunione di Pittsburgh a settembre. (AGI)